In terra di Absurdistan

Sul filo sgangherato e romantico della nuova cinematografia dell’Europa Orientale, questo romanzo di Gary Shteyngart, autore nato a Leningrado nel 1972, ma trapiantato negli Stati Uniti dall’età di 7 anni, costituisce un’onda di piena letteraria, un visionario ottovolante che trascina il lettore in un vortice di avvenimenti in gran parte poco sensati. Se alla radice sembra esserci il conflitto tra la concretezza dell’uomo occidentale ed il perenne zigzagare dell’anima slava, sempre troppo esposta alle emozioni e al pulsare della propria sensualità, in fondo si trova un divertente racconto che ha per protagonista un aspirante rapper sovrappeso, Misa Vainberg, “trentenne ebreo americano prigioniero nel corpo di un russo”. Misa è il figlio dell’Amato Padre, gangster del dopo Muro e milleduecentotrentottesimo uomo più ricco di tutte le Russie. Il suo problema è che, dopo la morte violenta del padre per mano di altri due criminali, non può lasciare la Russia per fare ritorno nell’amata America; perchè l’ambasciata statunitense gli nega il visto. Il motivo è che l’Amato Padre ha ucciso, prima di morire, un cittadino americano dell’Oklahoma. Per raggiungere l’America e l’amata Rouenna, ragazza newyorkese del South Bronx, Snack Daddy dovrà affrontare un delirante viaggio nell’Absurdsvani, antica repubblica sovietica che si barcamena tra guerre e loschi affari.

Paragonato a Bulgakov per il sopravvivere della sua essenza visionaria, Gary Shteyngart si rivela un autore estremamente interessante, sicuramente da seguire nei suoi prossimi lavori.


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Leggendo Libri - La passione e l'esperienza per i libri
A cura di: HOEPLI

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